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Comprendere le diverse fasi della fine vita nelle cure palliative

Le cure palliative non seguono un percorso lineare identico da un paziente all'altro. La traiettoria di fine vita dipende dalla malattia,…

Femme âgée en soins palliatifs reposant paisiblement dans un lit d'hôpital, illustrant les étapes de la fin de vie

Le cure palliative non seguono un percorso lineare identico da un paziente all’altro. La traiettoria di fine vita dipende dalla malattia, dallo stato generale della persona e dalla risposta ai trattamenti di conforto. Comprendere ciò che accade fisicamente e psicologicamente nel corso delle settimane consente ai familiari di accompagnare meglio il malato, senza lasciarsi sopraffare dall’imprevisto.

Modifiche della coscienza e del sonno nella fase pre-terminale

Anche prima della fase terminale vera e propria, il corpo invia segnali discreti che l’entourage a volte interpreta male. La debolezza progressiva è il sintomo che infastidisce di più i malati, più del dolore stesso quando questo è controllato dal team medico.

Il ciclo veglia-sonno si modifica spesso in modo marcato. Il paziente dorme di più durante il giorno e rimane sveglio di notte, a volte agitato o ansioso. Questo ribaltamento del ritmo circadiano non indica necessariamente un’aggravamento brusco: riflette l’esaurimento metabolico generale.

L’appetito diminuisce progressivamente. La persona può rifiutare pasti che apprezzava qualche settimana prima. Questo ritiro alimentare preoccupa i familiari, ma forzare l’alimentazione a questo stadio non migliora né il comfort né la prognosi. Il team di cure palliative adatta la gestione affinché l’idratazione e la nutrizione rimangano proporzionate ai reali bisogni del paziente.

Descrivere le diverse fasi della fine vita aiuta a riconoscere questi cambiamenti senza drammatizzarli né minimizzarli.

Infermiere in cure palliative che tiene la mano di un paziente anziano, simboleggiando l'accompagnamento umano in fine vita

Segni fisici della fase terminale: ciò che il corpo esprime

Quando la prognosi vitale si conta in giorni, diverse modifiche fisiologiche diventano visibili. Conoscerle consente ai familiari di rimanere presenti senza farsi prendere dal panico di fronte a manifestazioni che fanno parte del processo naturale del morire.

  • Respirazione irregolare: pause respiratorie (apnee) si alternano a fasi di respirazione rapida. Un ingombro bronchiale può produrre un suono rauco, a volte chiamato “rallo agonico”, che generalmente non è doloroso per il paziente.
  • Macchie cutanee e estremità fredde: la circolazione sanguigna si concentra sugli organi vitali. Le mani, i piedi e le ginocchia assumono una tonalità bluastro o marmorizzata.
  • Diminuzione o arresto della diuresi: i reni rallentano la loro attività. L’urina diventa più scura e meno abbondante, fino a cessare completamente.
  • Alterazione profonda della coscienza: il paziente può non rispondere più agli stimoli verbali pur percependo ancora il tocco o la voce dei suoi cari. L’udito è considerato l’ultimo senso a spegnersi.

Questi segni non si manifestano tutti simultaneamente. La loro cronologia varia da un malato all’altro, e il team di cura rivaluta quotidianamente il comfort per adattare i trattamenti analgesici o ansiolitici.

Cure palliative e sedazione profonda: quadro medico e decisione

La legge francese regola la gestione della fine vita da diversi testi successivi. Il diritto di accedere alle cure palliative è riconosciuto dalla legge del 9 giugno 1999, che stabilisce il principio di un accesso uguale e universale. La legge Claeys-Leonetti del 2016 ha introdotto il diritto alla sedazione profonda e continua fino al decesso in situazioni specifiche.

Condizioni di accesso alla sedazione profonda

La sedazione profonda e continua non è una decisione presa alla leggera. Essa riguarda i pazienti affetti da una malattia grave e incurabile il cui pronostico vitale è compromesso a breve termine, e che presentano una sofferenza refrattaria ad altri trattamenti. Il medico attua questa sedazione dopo una procedura collegiale che coinvolge il team di cura e, per quanto possibile, il paziente o la sua persona di fiducia.

Le direttive anticipate giocano un ruolo determinante. Se il paziente ha redatto queste direttive, esse si impongono al medico salvo in caso di emergenza vitale o quando appaiono manifestamente inadeguate. In assenza di direttive anticipate, la persona di fiducia designata viene consultata in priorità.

Ciò che la sedazione cambia per i familiari

Una volta iniziata la sedazione profonda, il paziente perde coscienza in modo irreversibile. I familiari possono rimanere presenti, parlare, tenere la mano del malato. L’accompagnamento non si ferma con la perdita di coscienza. I team di cure palliative continuano a monitorare i segni di disagio e ad adattare le dosi.

I feedback delle famiglie su questo periodo sono divergenti. Alcuni familiari descrivono un evidente rilassamento del paziente, altri esprimono un senso di impotenza di fronte all’assenza di risposta. L’accompagnamento psicologico proposto dal team è rivolto anche all’entourage, prima e dopo il decesso.

Famiglia riunita in un salone di cure palliative, riflettendo il supporto emotivo durante le fasi della fine vita

Ruolo delle direttive anticipate e della persona di fiducia

Ogni persona maggiorenne può redigere direttive anticipate per esprimere le proprie volontà riguardo alla fine della vita. Questo documento, revisionabile in qualsiasi momento, precisa i trattamenti che il paziente desidera o rifiuta se un giorno non è più in grado di esprimersi.

La designazione di una persona di fiducia completa questo dispositivo. Questo familiare o membro dell’entourage medico sarà consultato dal medico quando il malato non può più comunicare. La sua testimonianza prevale su quella degli altri membri della famiglia nella procedura decisionale.

I dati disponibili non consentono di concludere sul tasso reale di redazione delle direttive anticipate in Francia, ma i professionisti della salute constatano che la maggior parte dei pazienti ammessi in unità di cure palliative non ne dispone al momento dell’ammissione. Questo scostamento complica la gestione e allunga le discussioni collegiali, in un contesto emotivo già difficile per l’entourage.

La redazione di direttive anticipate non richiede un modulo specifico. Un documento datato e firmato è sufficiente, a condizione che sia accessibile nella cartella clinica del paziente. Il medico curante e il team di cure palliative possono accompagnare questa procedura in anticipo, molto prima che la fase terminale venga avviata.

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